Tar
1. T.A.R. Lombardia, Località Milano, P.D. 8601950, cod.par 735
Sezione 3, sentenza n. 00034 del 3/2/1986, Pres. Sinagra, Est. Novarese, Parti: Dossi c. Università degli Studi di Milano, D.P.R. del 11/7/80 num. 382 art. 70, L. del 13/08/1984 art. 2. Ai sensi dell'art. 70 D.P.R. 11 luglio 1980 n. 382 e dell'art. 2 legge 13 agosto 1984 n. 476 agli iscritti ai corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca non e‘ posta alcuna incompatibilità con lo svolgimento di altra attività lavorativa, compreso il rapporto di pubblico impiego, salvo i limiti di reddito previsti per il godimento di borse di studio. La prestazione del servizio militare di leva non è incompatibile con l’iscrizione ai corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca, né comporta la sospensione dai corsi stessi per la sua durata. Massima a cura della rivista sottoindicata. Consultare la rivista stessa per la motivazione del provvedimento. Rivista: I Tribunali Amministrativi Regionali, 1996, I, 1366.
2. T.A.R. Lombardia sez. III, Milano, 3 febbraio 1986 n. 34. I rapporti di pubblico impiego ed il servizio militare non sono incompatibili con la frequenza dei corsi per dottorato di ricerca, salvi i limiti di reddito previsti per il godimento delle borse di studio. Dossi c. Universita' studi Milano, Riv. giur. scuola 1987, 1062 (s.m.).
3. T.A.R. Lombardia sez. III, Milano, 3 febbraio 1986 n. 34. È illegittimo il provvedimento con cui il rettore dell'universita' sospende l'inizio dell'attivita' presso il corso di dottorato di ricerca del borsista chiamato a prestare servizio militare. Dossi c. Universita' studi Milano, Foro it. 1987, III,172. LS 21 febbraio 1980 n. 28 art. 8 L. LS 11 luglio 1980 n. 382 art. 68 D.P.R.
4. T.A.R. Lombardia sez. III, Milano, 3 febbraio 1986 n. 34. La frequenza al corso del dottorato di ricerca e' compatibile con la prestazione del servizio militare, e pertanto e' illegittimo il provvedimento di sospensione dal corso dell'iscritto chiamato a prestare il servizio militare. // Dossi c. Universita' studi Milano, Giust. civ. 1987, I,447. LS 11 luglio 1980 n. 382 art. 70 D.P.R. LS 13 agosto 1984 n. 476 art. 2 L.
5. T.A.R. Lombardia sez. III, Milano, 3 febbraio 1986 n. 34. //Ai sensi dell'art. 70 d.P.R. 11 luglio 1980 n. 382 e dell'art. 2 l. 13 agosto 1984 n. 476, agli iscritti ai corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca non e' posta alcuna incompatibilita' con lo svolgimento di altra attivita' lavorativa, compreso il rapporto di pubblico impiego, salvi i limiti di reddito previsti per il godimento di borse di studio. Dossi c. Universita' studi Milano e altro, T.A.R. 1986, I,1366.
6. T.A.R. Lombardia sez. III, Milano, 3 febbraio 1986 n. 34. La prestazione del servizio militare di leva non e' incompatibile con l'iscrizione ai corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca, ne' comporta la sospensione dai corsi stessi per la sua durata. Dossi c. Universita' studi Milano e altro, T.A.R. 1986, I,1366. LS 21 febbraio 1980 n. 28 art. 8 L. LS 11 luglio 1980 n. 382 art. 68 D.P.R.
7. T.A.R. Lombardia sez. III, Milano, 3 febbraio 1986 n. 34. Ai sensi dell'art. 8 l. 21 febbraio 1980 n. 28 e degli art. 68 ss. d.P.R. 11 luglio 1980 n. 382, l'ammissione e la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca presso l'universita' degli studi non e‘ incompatibile con lo svolgimento della prestazione del servizio militare di leva. Dossi c. Universita’ studi Milano, Foro amm. 1986, 1441.
Massime sul limite dei 15 milioni per percepire la borsa di studio
8. T.A.R. Campania, Località Napoli, P.D. 9100099, cod.par. 735, Sez. 01 Sent. N. 00452 del 14/7/1989, Pres. Brignola Est. Conti, Parti: Continello c. Università degli Studi di Napoli. Attenzione: Sentenza ribaltata dall'appello (qua sotto) al Consiglio di Stato! Il reddito annuale al quale - ai sensi dell'art.75 D.P.R. 11 luglio 1980 n.382 - va fatto riferimento ai fini del conferimento della borsa di studio per i corsi di dottorato di ricerca è quello prodotto nell'anno precedente al momento dell'attribuzione o della conferma della borsa. A nulla rilevando la misura del reddito prodotto nell'anno dell'attribuzione o della conferma, che potrà unicamente interessare la successiva conferma. Infatti, non sarebbe documentabile né accertabile un reddito che al momento di riferimento non si è ancora prodotto né vi è traccia - nella lettera e nella ratio della norma - dell'esistenza di un'attribuzione subcondicione della borsa stessa. Massima a cura della rivista sottoindicata. Consultare la rivista stessa per la motivazione del provvedimento. Rivista: I Tribunali Amministrativi Regionali, 1989, I, 3132.
9. Consiglio Stato sez. VI, 27 gennaio 1997, n. 108. Ai fini dell'attribuzione di una borsa di studio a favore di soggetto ammesso al corso di dottorato di ricerca, ai sensi del d.P.R. 11 luglio 1980 n. 382 art. 75 comma 6, il reddito, cui devesi avere riguardo e' quello presuntivamente riferito allo stesso anno solare nel quale e' erogata la borsa, salvo successiva rettificazione da rivolgersi agli uffici tributari, presso i quali e' obbligo dell'amministrazione universitaria verificare l'esistenza dei requisiti dell'attribuzione della borsa, agli effetti della eventuale revoca del beneficio stesso. Univ. studi Napoli e altro c. Continiello e altro; LS 11 luglio 1980 n. 382 art. 75 d.P.R. Foro amm. 1997, 188; Cons. Stato 1997,I, 112; Foro it. 1997,III, 385.
10. T. A. R. Veneto, Sez. ?? Sent. N. 01643 del 10/10/1996, Presidente Trotta, Est. Pringolo, Parti: Boero (Avv. Martorana) contro Istituto Universitario Architettura di Venezia (Avv. St. Mensi). La nozione di reddito globale di un soggetto, ai fini di attribuzione di borse di studio per la frequenza di corsi di perfezionamento e di specializzazione presso universita italiane e straniere di CUI ALL'ARTICOLO 75 DPR 11 LUGLIO 1980 382, deve ritenersi NON COMPRENSIVA di redditi collegati a fonti non continuative e già ESAURITE AL MOMENTO DA CONSIDERARE.
11. Riferimento alla precedente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale LAZIO, T.A.R. Lazio Sez. ?? Sent. N. 639 del 19/05/1988, Presidente Farina, Est. Vigotti, Parti: Caianello (Avv. Ricciardi) contro Ministero pubblica istruzione (Avv.ra gen. Stato)
12. T.A.R. Lazio sez. I, 23 maggio 1990 n. 528. Ai fini della valutazione dei requisiti reddituali, richiesti per partecipare al concorso per borse di studio di cui al d.m. 24 ottobre 1983, l'anno di riferimento e' quello in corso al momento dell'emanazione del bando. Graziani c. Ministero pubblica istruzione, Riv. giur. scuola 1991, 834 (s.m.).
12. T.A.R. Piemonte sez. I, 14 maggio 1988 n. 183. Il reddito personale non superiore ad otto milioni (ora 15), stabilito dall'art. 75 comma 1 del d.P.R. 11 luglio 1980 n. 382, al fine del conseguimento di borse di studio di perfezionamento o di specializzazione, va determinato con riferimento all'anno precedente a quello in cui e' bandito il relativo concorso. Farabosso c. Ministero pubblica istruzione, Riv. giur. scuola 1989, 450 (s.m.). LS 23 dicembre 1978 n. 817 d.l. LS 19 febbraio 1979 n. 54 l.
Massime sui contributi previdenziali
13. T. A. R. Campania 1353 - Sez. II - 29 maggio 1997 Presidente, Est. Nappi D'Alessandro (avv. Marrama, Contieri) c. Università degli Studi di Napoli (n.c.). [4056/2088] Impiegato dello Stato e pubblico - Previdenza - In caso di ammissione ai corsi di dottorato di ricerca - Norma eccezionale. L'art. 2, l. 13 agosto 1984 n. 476, nel riconoscere il trattamento previdenziale al pubblico dipendente ammesso al corsi di dottorando di ricerca, costituisce norma eccezionale rispetto alla disciplina generale prevista dalla l. 21 febbraio 1980 n. 28 e dal D.P.R. 21 luglio 1980 n 382, e può essere applicata non solo in favore del pubblico dipendente fruitore della borsa di studio in quanto ammesso al corso di dottorato di ricerca, ma anche, ai sensi dell'art. 1, l. 30 novembre 1989 n. 398, in caso di borsa di studio per la frequenza dei corsi di perfezionamento, di scuole di specializzazione, per attività di ricerca dopo il dottorato e per i corsi di perfezionamento all'estero. DIRITTO - Il ricorso è fondato. È documentato che il ricorrente è dipendente di ruolo dell'Università degli Studi di Napoli (vedasi certificato n. 1180 del 18 dicembre 1996 dell'Ufficio del Personale della predetta Università) e che, in costanza del relativo rapporto d'impiego, è stato ammesso al corso di dottorato di ricerca in filosofia. Il punto centrale della controversia sta nello stabilire se all'Ente datore di lavoro incomba l'obbligo di versare, in favore del proprio dipendente ammesso al corso di dottorato di ricerca, per il periodo della relativa durata, contributi assistenziali e previdenziali. Il quesito va risolto in termini positivi. La normativa sul punto non è univoca e suscita qualche perplessità interpretativa. Conviene qui riportarla. L'art. 8, ultimo comma, della l. (delega) 21 febbraio 1980 n 28 fissa il criterio generale che le borse di studio, comunque utilizzate, non danno luogo a trattamenti previdenziali. L'art. 79 del D.P.R. 11 luglio 1980 n 382, in linea con il criterio anzidetto, dispone al 4° comma che "Le borse di studio comunque utilizzate non danno luogo a trattamenti previdenziali né a valutazioni ai fin di carriere giuridiche ed economiche, né a riconoscimenti automatici ai fini previdenziali". Alla stregua di tale normativa la pretesa dedotta in giudizio sembrerebbe quindi priva di fondamento. Sennonché occorre rilevare che l'art. 2 della sopravvenuta l. 13 agosto 1984 n. 476 ha innovato alla pregressa normativa stabilendo che "il pubblico dipendente ammesso a corsi di dottorato di ricerca è collocato a domanda in congedo straordinario per motivi di studio senza assegni per il periodo di durata del corso ed usufruisce della borsa di studio ove ricorrano le condizioni richieste. Il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di camera, del trattamento di quiescenza e di previdenza". A prima vista dal quadro normativo riportato sembrerebbe emergere un conflitto tra le prime due norme e la terza, quest'ultima invero sembrerebbe riconoscere il trattamento previdenziale recisamente negato dalle prime due. Ad un più attento esame deve convenirsi col ricorrente che l'antinomia è del tutto apparente e che le norme si riferiscono a fattispecie diverse Le prime due norme si riferiscono infatti alle borse di studio fruite da soggetti laureati sia et simpliciter. La terza norma si riferisce invece a pubblici dipendenti che, ammessi al corso di dottorato di ricerca, fruiscano di borsa di studio. La seconda. fattispecie presenta, evidentemente, rispetto alla prima, una nota ulteriore e differenziale: la qualità di pubblico dipendente appunto del soggetto fruitore della borsa di studio. Non sembra contestabile che tale ne conferisce alla fattispecie de qua carattere eccezionale. Questo significa che l'art. 2 della L n. 476184 riduce lo spazio applicativo della norma generale sottraendole l'ipotesi della borsa di studio (mite dal pubblico dipendente ammesso al anno di dottorato di ricerca- quest'ultima ipotesi ricade pertanto sotto l'impero del citato art. 2 e comporta l'obbligo della copertura assistenziale e previdenziale. La diversa struttura delle due fattispecie è confermata dalla l. 30 novembre 1989 n. 398 ("norme in materia di borse di studio universitarie") che dopo avere previsto all'art. 1 il conferimento di borse di studio e per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione previste dallo statuto, per i corsi di dottorato di ricerca, per lo svolgimento di attività di ricerca dopo il dottorato e per i corsi di perfezionamento all'estero", all'art. 6, dispone al terzo comma che "Alle borse di studio di cui alla presente legge si applica l'art. 79, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382" e aggiunge, al settimo comma, che "Ai dipendenti pubblici che fruiscano delle borse di studio di cui alla presente legge è estesa la possibilità di chiedere il collocamento in congedo straordinario per motivi di studio senza assegni prevista per gli ammessi ai corsi di dottorato di ricerca all'articolo 2 della legge 13 agosto 1984, n. 476. Il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera e del trattamento di quiescenza e di previdenza.". Quest'ultima disposizione, dettata verosimilmente dalla impossibilità di applicare, in via analogica, l'art. 2 della legge n. 476/84 (per il suo carattere eccezionale), dilata la sfera di applicazione soggettiva di tale norma estendendo il beneficio del trattamento previdenziale oltre che ai pubblici dipendenti che fruiscano di borse di studio in quanto ammessi al corso di dottorato anche ai pubblici dipendenti che versino nelle condizioni di cui all'art. 1 della stessa legge n. 398/89. La conclusione a cui è pervenuto il Collegio è avvalorata dalla circostanza che il legislatore dell'84 e dell'89 ha qualificato la posizione del pubblico dipendente ammesso al corso di dottorato come congedo straordinario e non come aspettativa per motivi di famiglia alla quale, come è noto, è estraneo ogni trattamento economico e previdenziale (art. 69 del D.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3). Alla stregua della normativa sufferita e delle considerazioni che precedono il ricorso deve ritenersi fondato e pertanto deve essere accolto.
Massime sulla restituzione della borsa in caso di interruzione del dottorato
14. Consiglio Stato sez.II, 15 febbraio 1989 n. 1336. E‘ legittimo il provvedimento con il quale venga disposto il recupero delle somme erogate per una borsa di studio per la frequenza di un corso di dottorato di ricerca quando l’interessato abbia rinunziato al proseguimento del corso stesso. Lolli Miccoli c. Universita' studi Bari, Cons. Stato 1990, I,1296. Riv. giur. scuola 1990, 1059.
LS 11 luglio 1980 n. 382 art. 75 d.P.R.
15. Consiglio Stato sez. VI, 16 gennaio 1997, n. 50. L'interruzione per dimissioni volontarie della frequenza del corso per il conseguimento del dottorato di ricerca non comporta l'obbligo di restituzione delle somme percepite a titolo di borsa di studio, quali ratei corrisposti per il periodo di attivita' di studio e ricerca gia' prestata, posto che la decadenza dal godimento della borsa non opera "ex tunc", ne' con riguardo all'intera sua misura. Min. univ. e ricerca scientifica c. De Leo; Foro amm. 1997, 181 (s.m.); Cons. Stato 1997,I, 101
Foro it. 1997, III, 385; LS 7 agosto 1990 n. 241 art. 3 l.; LR 30 aprile 1991 n. 10 art. 3 Sicilia.
16. T.A.R. Campania sez. I, Napoli, 14 luglio 1989 n. 470. Condizione per il conferimento della borsa di studio, prevista dall'art. 75 d.P.R. 11 luglio 1980 n. 382, non e' il conseguimento del dottorato di ricerca, bensi‘ la frequenza e l’attivita‘ di studio e ricerca; pertanto, e’ illegittima la pretesa della p.a. di recupero degli assegni, nell'ipotesi di mancato conseguimento del titolo. De Leo c. Universita' studi Napoli, Riv. giur. scuola 1990, 824 (s.m.).
17. Consiglio Stato sez.II, 29 febbraio 1984 n. 324, E‘ illegittimo il provvedimento che, nel disporre il recupero degli assegni percepiti da un assegnista universitario ai sensi dell’art. 6 d.l. 1 ottobre 1973 n. 580 convertito nella l. 30 novembre 1973 n. 766 per cumulo con proventi derivanti da rapporto di lavoro, dichiara altresi‘ la decadenza dalle funzioni di assegnista, se non siano state accertate, ai sensi del comma 12 del citato art. 6, gravi inadempienze dell’assegnista nello svolgimento delle sue funzioni. Brusati c. Ministero pubblica istruzione, Cons. Stato 1986, I,1055.
18. T.A.R. Umbria 20 luglio 1994, n. 520. Non e‘ dovuta la restituzione delle somme percepite quale borsa di studio relativa ad un corso di dottorato di ricerca regolarmente frequentato, ma il cui atto di iscrizione sia stato annullato per vizio derivante da falsa dichiarazione del beneficiario, in quanto l’erogazione e' correlata unicamente alla regolare frequenza del corso e a nulla rileva l'assenza di buona fede dell'"accipiens". Guidetti c. Univ. studi Perugia; Rass. giur. umbra 1995, 624 nota (PIOGGIA); Riv. giur. scuola 1995, 766; LS 10 marzo 1982 n. 162 art. 15 d.P.R.
19. T.A.R. Umbria 20 luglio 1994, n. 520. In applicazione dell'art. 15, d.P.R. 10 marzo 1982 n. 162, e‘ legittimo l’annullamento dell'iscrizione al dottorato di ricerca di chi risulti precedentemente iscritto ad una scuola di specializzazione; l'annullamento, pero' non giustifica il recupero delle somme erogate a titolo di borsa di studio per la frequenza. Guidetti c. Univ. studi Perugia; Foro amm. 1994,2496 (s.m.); LS 11 luglio 1980 n. 382 art. 75 D.P.R.
Massime sulle opere valutabili come titolo nei concorsi pubblici
20. Cons. Giust. Amm. Sicilia sez. giurisd., 29 luglio 1997, n. 309. Le opere redatte in collaborazione sono valutabili solo se sia possibile scindere ed individuare l'apporto dei singoli autori, in modo da apprezzare e valutare quello dato dal singolo candidato. Gagliardo c. Min. univ. e ricerca scientifica e altro; Foro amm. 1997,3147 (s.m.).
21. Cons. Giust. Amm. Sicilia sez. giurisd., 29 luglio 1997, n. 309. E‘ legittima la clausola di un bando di concorso che consenta la valutazione di opere redatte in collaborazione con componenti della commissione; infatti, i rapporti personali (di servizio o collaborazione) fra i membri della commissione di esame ed i candidati non sono in grado ne’ di viziare la procedura concorsuale ne' di alterare la "par condicio" tra i candidati. Gagliardo c. Min. univ. e ricerca scientifica e altro; Foro amm. 1997,3147 (s.m.).
22. Cons. Giust. Amm. Sicilia sez. giurisd., 29 luglio 1997, n. 309. E‘ legittima la valutazione quale titolo scientifico della dissertazione presentata dai candidati come tesi di dottorato, ai sensi della circolare ministeriale 26 luglio 1986 n. 368. Gagliardo c. Min. univ. e ricerca scientifica e altro; Foro amm. 1997,3147 (s.m.)
23. Cons. Giust. Amm. Sicilia sez. giurisd., 29 luglio 1997, n. 309. La commissione giudicatrice di un concorso pubblico puo` legittimamente riunirsi, dopo essere stata sciolta a seguito dell’approvazione della graduatoria, al fine di esplicitare i punteggi analiticamente attribuiti; in tale ipotesi non si tratta di nuova attivita', ma di un chiarimento dell'attivita‘ pregressa, il quale, ove richiesto dall’amministrazione che ha indetto il concorso, non puo‘ che provenire dal medesimo organo che ha valutato i titoli e ne ha attribuito i punteggi. Gagliardo c. Min. univ. e ricerca scientifica e altro; Foro amm. 1997,3147 (s.m.).
24. Cons. Giust. Amm. Sicilia sez. giurisd., 29 luglio 1997, n. 309. In tema di attribuzione di punteggi nei concorsi per titoli a posti di pubblico impiego, non occorre un’apposita motivazione delle singole valutazioni che possano tradursi in un punteggio numerico; cosi' che l'attribuzione dei punti puo' essere riferita a piu' titoli, purche' sia chiaro e comprensibile l'"iter" logico seguito nella valutazione. Gagliardo c. Min. univ. e ricerca scientifica e altro; Foro amm. 1997,3147 (s.m.); LS 1 ottobre 1973 n. 580 art. 6 D.L.; LS 30 novembre 1973 n. 766 L.
Massime sugli infortuni
25. Corte Conti, sez. contr., 17 marzo 1988 n. 1912. E‘ illegittima la stipulazione di polizze assicurative da parte dell’universita‘ in favore dei borsisti e del personale di ruolo, nei cui confronti la vigente normativa assicura apposite forme di tutela per il caso di infortuni e a copertura del rischio derivante dall’esercizio di particolari attivita‘. Universita’ studi La Sapienza Roma, Riv. corte conti 1989, fasc.1,2. Riv. giur. scuola 1989, 133 (s.m.). Foro amm. 1989, fasc. 10. LS 11 luglio 1980 n. 382 art. 75 D.P.R.
Massime sul servizio svolto dagli insegnanti come borsisti
26. T.A.R. Toscana sez. II, 6 febbraio 1990 n. 14. E‘ riconoscibile il servizio svolto dall’insegnante secondario prima dell'immissione in ruolo che si concreti in regolari attivita‘ di insegnamento; pertanto e` valutabile a quel fine il servizio svolto quale borsista universitario, anche se applicato alla ricerca. Bagnai c. Ministero pubblica istruzione e altro, Riv. giur. scuola 1991, 824 (s.m.).
Massime sull’ammontare della borsa (solo per assegnisti e contrattisti)
27. Consiglio Stato sez. VI, 10 marzo 1994, n. 297. Agli assegnisti e contrattisti universitari spetta, a norma del d.l. 23 dicembre 1978 n. 817, convertito in l. 19 febbraio 1979 n. 54, una indennita' aggiuntiva, variabile sulla base dell'indice del costo della vita, avente regime assimilabile all'indennita' integrativa speciale e pertanto dovuta anche in relazione alla tredicesima mensilita'. Univ. studi Firenze c. Zauli e altro; Foro amm. 1994, 546 (s.m.); Cons. Stato 1994,I, 433 (s.m.); LS 23 dicembre 1978 n. 817 D.l.
28. Consiglio Stato sez.VI, 28 luglio 1990 n. 750. Il trattamento spettante agli assegnisti e contrattisti universitari consiste in un compenso annuo pagabile in tredici mensilita' posticipate nonche' in una indennita' aggiuntiva indicizzata al costo della vita secondo criteri analoghi a quelli previsti per l'indennita' integrativa speciale, ma non erogabile in aggiunta al tredicesimo rateo del compenso annuale complessivo anzidetto, ai sensi della l. 19 febbraio 1979 n. 54, recante conversione con modificazioni del d.l. 23 dicembre 1978 n. 817. Universita' studi Milano c. Simone e altro, Foro amm. 1990, 1781 (s.m.).
Massime sul congedo straodinario per motivi di studio
29. Tribunale di Milano; sezione lavoro; ordinanza 01.02.2005, n. 39; Est. Negri della Torre; NomeOmesso c. Agenzia delle Entrate, Dipendente pubblico privatizzato - Congedo straordinario per motivi di studio - Art. 2 L. 476/1984 - Frequenza di dottorato di ricerca presso università straniere - Diritto del lavoratore - Sussiste. L'articolo 2, L. 13 agosto 1984, n. 476 deve essere interpretato nel senso di riconoscere al lavoratore il diritto alla fruizione del congedo straordinario per motivi di studio, con mantenimento del trattamento retributivo e previdenziale attualmente percepito, anche nel caso di frequenza di un corso di dottorato di ricerca di durata triennale presso Università straniere . [ Omissis ] - Osserva - 1. Il dott. NomeOmesso, dipendente dell'Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale della Lombardia, in servizio presso l'Ufficio locale di Abbiategrasso in qualità di impiegato amministrativo tributario, ha chiesto, in via cautelare e urgente, ex art. 700 c.p.c., ordinarsi all'Agenzia delle Entrate di concedergli la fruizione del congedo straordinario per motivi di studio, con mantenimento del trattamento retributivo e previdenziale attualmente percepito, in relazione alla frequenza di un corso di dottorato di ricerca di durata triennale presso l'Università di Utrecht (Olanda), ai sensi dell'art. 2 L. n. 476/1984 e successive integrazioni, con ogni altra consequenziale pronuncia. Ha resistito l'Agenzia delle Entrate assumendo - come già sostenuto nel proprio provvedimento di diniego in data 22.12.04 - che il congedo richiesto sarebbe previsto espressamente dalla legge per la fattispecie di frequenza di corsi di dottorato presso le università italiane e non potrebbe estendersi all'ipotesi di frequenza di un corso di dottorato di ricerca presso università straniera. 2. La domanda cautelare può essere accolta. 2a. In primo luogo, sotto il profilo del fumus boni iuris , si deve osservare come la proposta interpretazione restrittiva della norma di cui all'art. 2 L. 13 agosto 1984, n. 476, così come integrata dall'art. 52, comma 57, L. 28 dicembre 2001, n. 448, non appaia - quanto meno allo stato - condivisibile. In particolare, si deve rilevare che: - la norma non contiene alcun elemento testuale che imponga all'interprete di considerarla riferita ai soli corsi di dottorato di ricerca istituiti presso le università italiane; - l'argomento della diversità di disciplina, che regolerebbe il conseguimento del titolo all'estero, rispetto alla disciplina prevista all'ordinamento italiano, risulta di per sé inconferente al fine di ritenere esclusa, dall'ambito di applicabilità della norma, l'ipotesi del corso di dottorato di ricerca frequentato presso università straniera, ove, come nella specie, non sia contestata l'assimilabilità di quest'ultimo - per ciò che attiene all'essenzialità di natura, scopi, esigenze formative e di ricerca - al dottorato di ricerca "italiano"; d'altra parte, non vale a conferire rilievo all'argomento in esame la circostanza che il dottorato di ricerca conseguito all'estero necessiterebbe, ai fini di un suo eventuale riconoscimento in Italia, dell'adozione di un decreto del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, su conforme parere del Consiglio universitario nazionale, ai sensi di quanto disposto dall'art. 74 D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, atteso che, da un lato, la norma richiamata a sostegno della domanda non pone il suddetto (automatico) riconoscimento tra i requisiti per ottenere il congedo; dall'altro, si deve rilevare come l'argomento stesso ammetta comunque la possibilità di un provvedimento "costitutivo" di efficacia nell'ordinamento italiano. Su di un piano diverso e più generale, legato alla funzione dell'istituto, non può non osservarsi come la previsione che l'interessato in aspettativa, in caso di ammissione a corsi di dottorato di ricerca senza borsa di studio (o, addirittura, in caso di rinuncia a questa), conservi il trattamento economico, previdenziale e di quiescenza in godimento da parte dell'Amministrazione di appartenenza (salva ripetizione degli importi corrisposti, ove il rapporto di lavoro cessi per volontà del dipendente nei due anni successivi), costituisca un indice sicuro di favor da parte del legislatore per i progetti di studio e di ricerca di interesse del pubblico dipendente, un favor così chiaro ed evidente da esprimersi nella eliminazione di qualsiasi pregiudizio per il lavoratore pur nell'assenza totale, e per un periodo di tempo non breve, di sue prestazioni lavorative a favore della controparte contrattuale. In presenza di una tale norma, che manifestamente tende a realizzare valori costituzionali, anche di rilevanza "fondante" per la comunità e per la sua stessa coscienza identitaria (artt. 9, comma 1°, e 34 Cost.), e, prima ancora, per la necessità che il giudice, fra più interpretazioni ipoteticamente possibili, preferisca quella che risulti costituzionalmente adeguatrice del dettato normativo sottoposto al suo esame, non pare dubbio che il diniego opposto dall'Amministrazione resistente all'istanza del dott. De Carolis sia da ritenersi illegittimo, in quanto sorretto da motivazioni e argomentazioni che risultano di segno contrario sia rispetto alla ratio legis , sia rispetto ai suddetti valori costituzionali. 2b. Quanto al periculum in mora , non è seriamente dubbio che la perdita di un'importante occasione di studio, quale si verificherebbe nel tempo occorrente a far valere il diritto in via ordinaria, costituisca pregiudizio, oltre che imminente, del tutto insuscettibile di futura riparazione. Né sembra rilevante in questa sede un sindacato circa il maggiore o minore "prestigio" di questa o quella università, perché - al di là di ogni pur doverosa riserva circa la validità di una tale indagine e la plausibilità dei suoi eventuali risultati - è chiaro che l'interesse del De Carolis è attualmente quello ad approfondire le tematiche del diritto privato europeo sotto la guida di un docente dell'Ateneo di Utrecht. p.q.m. visti gli artt. 669 octies , 700 c.p.c. ordina all'Agenzia delle Entrate di concedere al dott. NomeOmesso la fruizione del congedo straordinario per motivi di studio, con mantenimento del trattamento retributivo e previdenziale attualmente percepito, in relazione alla frequenza del corso di dottorato di ricerca di durata triennale in diritto privato europeo presso l'Università di Utrecht.

Molte sentenze sono state fornite gentilmente da Alfredo Fabi.

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